Perché c’è gente che paga per avere visibilità su Facebook?

Inserzioni, post sponsorizzati, contenuti in evidenza: li vediamo ormai da diverso tempo, ma in molti (parlo ovviamente dei non addetti ai lavori) continuano a farsi questa domanda.

Quotidianamente mi trovo a dover spiegare questi meccanismi, ma la vera difficoltà per molti, prima ancora che tecnica, è di approccio. A qualcuno non sembra normale dover pagare per sfruttare un sistema come Facebook che di base è gratuito, altri sono rimasti ancorati ai meccanismi della comunicazione pubblicitaria “tradizionale” fatta di cataloghi, volantini, manifesti, brochure, comunicati stampa e spot radio/tv. In molti, a primo impatto non riescono a vederci un reale vantaggio.

L’argomento social/visibilità/investimento è molto ampio e potrebbe essere pieno di tecnicismi e sfumature, ma spesso basta un semplice esempio per far capire il motivo per cui le aziende pagano per “mettersi in evidenza”:

Immagina di creare un cartellone pubblicitario e di posizionarlo lungo una strada per promuovere la tua attività. Dovrai sostenere dei costi per la grafica, per la stampa e per l’affissione, oltre a dover scegliere la posizione ed il periodo migliori. Condisci tutto con un po’ di burocrazia e il gioco è fatto, il tuo manifesto è in posizione. Ora viene il bello: come farai a sapere il numero di persone che si fermeranno a leggerlo? Come farai a sapere quanti passeranno lungo quella strada in quei giorni? Come misurerai il numero di clienti che raggiungono la tua attività grazie a quel cartellone? Se il cartellone verrà visto da 10.000 persone, sarai in grado di sapere quante di esse rientrano nel tuo target e a quanti invece della tua attività non gliene importa niente? Sarai in grado di capire come reagiscono le persone a quel messaggio?

Ora invece immagina di far vedere il tuo messaggio solo al pubblico che decidi tu, quando vuoi tu, e di sapere cosa fanno le persone quando visualizzano il tuo messaggio. Immagina di diversificare i messaggi in base al sesso di chi li leggerà, in base all’età, agli interessi o al dispositivo con cui si connettono a internet, e di spendere dei soldi solo nel momento in cui il tuo messaggio arriverà al destinatario. Immagina di poter analizzare le statistiche ed intervenire in qualche secondo per ottimizzare il messaggio in base al feedback del tuo pubblico. Immagina di poter raggiungere tutti quelli che nel tempo hanno dimostrato interesse per la tua attività, ma che ancora non sono diventati clienti.

C’è una bella differenza, vero?

Facebook-Messenger-Payments

Una piccola nota doverosa:
Dover far entrare dentro questi meccanismi imprenditori e commercianti che non fanno parte -per motivi anagrafici e/o culturali- di una “generazione digitale” è ordinaria amministrazione. Quando però a non capire cosa spinge le imprese ad investire sui social sono i giovani (magari appena usciti dalla scuola), la cosa a mio avviso è molto preoccupante, ma questa è un’altra storia.

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