Faccio shopping e intanto ricarico lo smartphone

Pausa pranzo al centro commerciale. Durante un giro per negozi mi sono imbattuto in una cosa che mi ha fatto ancora una volta riflettere su come il saper (e il voler) interpretare i bisogni delle persone può veramente fare la differenza, specialmente in un periodo difficile come quello che stiamo attraversando. Non nascondiamoci dietro ai problemi di budget; è questione di mentalità. Continue…

Facebook e Google in aiuto dei terremotati del Nepal

Ne avevamo già sentito parlare qualche mese fa, ma in questi giorni lo stiamo vedendo all’opera, anche se ne avremmo fatto volentieri a meno. Mentre in Nepal sale vertiginosamente e drammaticamente il numero delle vittime del sisma, l’applicazione Facebook Safety Check permette a chiunque si connetta a Facebook nell’area interessata dal terremoto di dare notizie sulla propria salute.

Safety Check è senza fronzoli, non ha funzioni inutili. Se ti trovi in un’area interessata da una calamità e riesci a connetterti, Facebook ti chiede se sei al sicuro. Tu potrai rispondere se stai bene, o se non ti trovi in quell’area. Accedendo alla pagina dedicata, tutti potranno controllare i check dei propri amici che si trovano nelle zone in difficoltà e monitorare quanti ancora non abbiano dato risposta. Nella pagina trovano spazio anche informazioni sulla calamità e numeri di emergenza.  Continue…

Pensieri digitali di una domenica qualunque

Basta con questa guerra tra la carta e il web.
Basta pensare di dover scegliere se essere su Facebook o andare in piazza.
Basta contrapporre internet alla vita sociale.
È ora scossa di rendersi conto che il mondo è uno solo e la vita è questa, fatta di sguardi, di carta e di sentimenti, ma anche di touch screen e social network.
Non abbiamo bisogno di una guerra tra generazioni, non possiamo continuare a dividere il mondo tra chi usa lo smartphone pure mentre dorme e chi “ah no, io solo carta e penna”.
Ci vuole cultura. Cultura digitale.
Dobbiamo insegnarla nelle nostre scuole, applicarla nelle nostre aziende e pretenderla nelle nostre istituzioni. Solo con quella saremo in grado di cogliere le opportunità reali che la modernità ci propone e capire come difenderci dai rischi.
Dobbiamo imparare a comprendere, ad integrare, a migliorare e ad innovare. Non abbiamo possibilità di scelta, semplicemente perché se ancora crediamo di poter scegliere, significa che stiamo perdendo il treno. Un treno che va veloce e che rischiamo di non essere mai noi a guidare.

La tua azienda è pronta per il Natale?

WOW, sta arrivando il Natale!
Hai fatto l’albero nel tuo negozio, hai acceso una bella corona di led con scritto “auguri” e magari hai anche indossato il cappellino da Babbo Natale. Nei tuoi uffici gli impiegati si scambiano auguri, pacchetti e i più fortunati contano le ore per l’inizio delle ferie. Poi arriva il giorno della chiusura e per qualche giorno i tuoi clienti l’unica cosa che vedranno di te è la scritta “chiuso per ferie”.
Un po’ meno WOW.
Se poi hai una pagina Facebook il tuo pubblico non vedrà più aggiornamenti e la tua visibilità precipiterà nel burrone dell’edgerank (quello strumento demoniaco per cui se su Facebook nessuno ti si fila, nessuno ti si filerà).
Ancora meno WOW.

Reset. Manca ancora qualche giorno. Cosa puoi fare realmente? Continue…

La mancanza di innovazione non è (solo) un problema di soldi.

Qualche giorno fa, parlando con gli amici di Fliplab ci stavamo confrontando su quanti casi ci passano sotto mano ogni giorno in cui è evidente un clamoroso ritardo nella “digitalizzazione”. Agenzie, studi, professionisti ed aziende che ancora oggi lavorano con metodi superati, perdendo di vista le opportunità e la velocità con cui il mondo (soprattutto quello del lavoro) sta cambiando. Se la crisi è un buon motivo per giustificare alcune situazioni, non sempre può esserlo per giustificare una scarsa innovazione ed informatizzazione. Al di là della burocrazia, che spesso obbliga a lavorare in modo sorpassato con innumerevoli perdite di tempo, quello che manca veramente nel nostro paese è una sana cultura digitale. Una cultura che permetterebbe di velocizzare e migliorare la qualità del lavoro ed aumentare le opportunità a disposizione delle imprese, con dei costi limitati. Continue…

Fotografare con lo Smartphone: facciamolo meglio!

Alzi la mano chi non scatta foto con il proprio Smartphone.

Piace a molti e non c’è niente di male. Si scatta, si carica su Instagram e in 2 minuti la vostra fotografia è in pasto al web. Allora perché non aumentare la qualità delle immagini?

Che i vostri scatti riprendano la vostra attività professionale o il vostro tempo libero, ecco delle semplici regole che potete applicare da subito per migliorare la qualità delle vostre foto e renderle più gradevoli agli occhi di chi le guarderà. Sono alcuni consigli di base sulla fotografia, molto semplici, che possono aiutarvi anche a migliorare le foto della vostra vacanza scattate con la compatta.  Continue…

La nostra forza sono le idee di quelli che non mollano

Magari hai un’idea, o una visione.

Tra mille difficoltà provi a metterla in pratica, provi a farti conoscere e a far conoscere la tua idea, che magari può essere utile per qualcuno e inutile per altri, ma di sicuro non crea danno a nessuno. Poi però lo Stato cerca di ostacolarti in tutti i modi, succhiandoti tutte le risorse che hai o che vorresti avere. Se sopravvivi al massacro della burocrazia, ci pensano gli invidiosi ad attaccarti, accusandoti di cose incredibili, fondamentalmente perché preferiscono la critica all’iniziativa. Continue…

Scene di ordinario delirio digitale

Ci sono quei giorni in cui vai abbastanza di fretta. Sono puntualmente gli stessi giorni in cui trovi ostacoli di ogni tipo sulla tua strada: il traffico, l’incidente, la fila alla cassa. Ecco, proprio della fila alla cassa vorrei parlarvi.

Ore 12.10 di un giorno qualsiasi.
Il mega-negozio svedese giallo e blu è gonfio di gente. Ho comprato solamente un paio di cose, quindi vorrei evitare 40 minuti di fila alla cassa con sette miliardi di persone agitate perché dovranno armarsi di trapano e martello per montare tutto quello che hanno comprato.
Vedo in lontananza la scritta CASSE VELOCI. Non è un miraggio, quindi mi avvio in quella direzione. A 5 metri dalle casse ci sono frotte di clienti in preda al panico: la scritta “solo bancomat e carte di credito” crea più tensione di una finale di Champions. Superata quella barriera mentale che in una inesorabile selezione naturale elimina già il 50% dei clienti, si arriva dritti all’inferno. Continue…